Professione Youtuber tra svago e mestiere

Sul palco di Uci, di Oriocenter, nelle iniziative che coinvolgono gli studenti portiamo spesso personaggi famosi, youtuber, influencer (in copertina I Panpers, duo comico molto amato dai ragazzi).

Non è un caso. Per i ragazzi essi sono un modello di riferimento, esattamente come un tempo erano i calciatori o gli attori e le attrici, mestieri che fino a un paio di generazioni fa non erano neppure considerate come professioni auspicabili, mentre da qualche anno a questo parte lo sono diventate, riconoscendo loro un valore, un’abilità, ma proprio per questo difficili da raggiungere, destinate a rimanere un segno infantile, un vago desiderio adolescenziale. Con youtuber e influencer siamo ancora al punto di due generazioni fa, con gli adulti che stentano persino a riconoscere se sia un lavoro o meno. Il nostro invitarli, chiamarli sul palco, va proprio in questa direzione: aiutare i ragazzi a comprendere che tipo di lavoro sia, in cosa consista realmente, concretamente, per conoscere e non idealizzare. Per i genitori, per gli educatori, per gli adulti in genere, è importante essere loro accanto in questa conoscenza. Operazione delicata e difficile poiché neppure gli adulti, gli educatori, i genitori conoscono bene queste nuove professioni. Ma come si fa a prendere posizione, a definirsi pro o contro qualcosa che non si conosce?

Pur se ci sembrano mondi «altri», differenti da quelli che conosciamo, è importante formarsi una sensibilità, entrare con essi in empatia. Ecco perché di certo interessarsi, essere accanto ai ragazzi, conoscere non è un opzione, ma un obbligo.

Paolo Maria Ferrari

Pur se ci sembrano mondi «altri», differenti da quelli che conosciamo, è importante formarsi una sensibilità, entrare con essi in empatia.

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