Cosa motiva il ragazzo? La vera chiave per orientare

La scelta della scuola superiore che viene fatta in terza media dai ragazzi e dalle loro famiglie non è decisiva in senso assoluto, ma assolutamente importante: per la prima volta infatti ci si deve occupare di «lavoro».

Un momento fondamentale, vissuto spesso con apprensione, a volta addirittura con ansia da parte dei genitori, i quali avvertono una forte responsabilità senza sentire di possedere appieno gli strumenti per una scelta adeguata, consapevole.

Per esperienza, in questi casi ciò che viene maggiormente sottovalutata è la «motivazione».

Facciamo un esempio: uno studente portato per le materie scientifiche potrebbe trovare soddisfazione sia nel fare l’ingegnere, sia nel fare il meccanico. La domanda da porsi per indicare se è preferibile l’uno o l’altro non riguarda il grado di motivazione («Se sei molto motivato farai l’ingegnere, se lo sei poco il meccanico»), bensì quale dei due ruoli farebbe sentire pienamente realizzato il ragazzo, il motivo per cui sarebbe spontaneo e persino piacevole alzare il sedere dalla sedia e mettersi a imparare.

Per comprendere qual è l’autentica motivazione non bastano due mesi. È un processo di osservazione, di attenzione da parte di genitori ed educatori che dovrebbe durare per l’intero ciclo delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Tuttavia in due mesi, adeguatamente accompagnati, tutti gli elementi per comprendere dove risiede la motivazione di ciascuno possono essere messi a sintesi, ottenendo così un orientamento il più possibile consapevole, pieno.

Paolo Maria Ferrari

La domanda da porsi per indicare se è preferibile fare l’ingegnere o il meccanico non riguarda il grado di motivazione , bensì quale dei due ruoli farebbe sentire pienamente realizzato il ragazzo, il motivo per cui sarebbe spontaneo e persino piacevole alzare il sedere dalla sedia e mettersi a imparare.

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