Cibo sano? L’importante è provarlo tutti insieme

L’importanza di una corretta alimentazione si è notevolmente accresciuta e nessuno la mette in discussione. Chiunque però sia genitore o educatore conosce la fatica e l’insistenza che occorre per farli assaggiare e mangiare un cibo poco gradito.

Rispetto ai nostri genitori e nonni abbiamo molte più informazioni e conoscenze per spiegare l’importanza di «mangiare sano», mentre una generazione fa «Mangia che ti fa bene» era il massimo della spiegazione che si riceveva, con i più sfortunati che si sentivano dire: «Se non lo mangi oggi lo ritrovi li domani».

Non c’erano tante spiegazioni o forse non servivano: chiunque abbia provato ha compreso che, purtroppo, non basta dare le giuste motivazioni per indurre a un comportamento virtuoso (vale per gli alimenti, come per mille altre circostanze, dal fare più movimento a scegliere un passatempo diverso dalla playstation).

Forse è per questo che i progetti più apprezzati ed efficaci sono quelli che oltre ad offrire consigli e informazioni, suggeriscono prassi, attività da fare insieme ai propri figli, abitudini da modificare, piccoli gesti quotidiani da ripetere. Ci viene chiesto un lavoro molto più lento, continuativo, graduale e paziente: mangiare insieme con calma, preparare insieme la tavola, assaggiare insieme qualche cosa di nuovo, imparare a riconoscere gli alimenti, fare la spesa insieme…

L’unico modo per convincere qualcuno a seguire un’indicazione è seguirla insieme, un passettino alla volta, possibilmente tenendogli la mano.

Paolo Maria Ferrari

Rispetto ai nostri genitori e nonni abbiamo molte più informazioni e conoscenze per spiegare l’importanza di «mangiare sano».

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