Generazione Greta. «Che noia» la coerenza

Anche a Bergamo i ragazzi sono scesi in piazza per l’ambiente.
Tuttavia le «buone pratiche» sono ancora lontane dall’essere applicate.

La chiamano «Generazione Greta» ma in quel nome non ci sta tutto, anche se ci sforziamo di infilarcelo e preferiamo dividerci in pro e contro piuttosto che affrontarlo, capirlo.

Anche per questo, per il bombardamento mediatico che accompagna ogni azione o riflessione sulla tutela dell’ambiente, spesso la prima reazione che hanno gli stessi ragazzi e ragazze è di noia, come un film già visto, sentito, trito e ritrito.

Ne abbiamo avuto conferma settimana scorsa, quando al Mediacenter de «L’Eco di Bergamo» abbiamo affrontato la tematica ambientale, la sostenibilità, le buone pratiche a difesa del pianeta e della porzione di territorio che abitiamo. «Che palle!» è stata la frase più sentita ed è onesto – pur se poco elegante – riconoscerlo.

Eppure vasta anche nella nostra città è stata la partecipazione alla terza giornata mondiale di sciopero contro i cambiamenti climatici in corso, promossa come le precedenti dal movimento Fridays for future, ispirato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg, recente ospite dell’Onu.

Nella nostra provincia esiste anche una sezione del movimento, con tanto di sito, che spiega anche le regole richieste per i cortei, i dibattiti, gli scioperi.

Ad esempio la lontananza da partiti, gruppi, sindacati e aggregazioni precedenti («In tutti i nostri scioperi, e anche in questo, non è consentito portare magliette, bandiere o striscioni»), la volontà di dare la parola a tutti, di essere protagonisti attivi («verranno piazzati tre sgabelli agli angoli della piazza, chiunque se la senta potrà sedersi sullo sgabello e fare un discorso alle persone che sono lì»), ma anche di non fermarsi alle parole, passando ai fatti («Non produrre rifiuti e lascia pulito: rispettiamo la città e i luoghi che ci ospitano nella nostra manifestazione»).

Peccato che il passaggio dalle parole ai fatti non è così immediato, come hanno documentato gli stessi ragazzi del Mediacenter, con le immagini delle vie dove è avvenuta la manifestazione del settembre scorso, non proprio immacolate. A testimonianza che gli appelli alla tutela dell’ambiente vanno bene, a patto che l’unica pulizia non sia quella della coscienza.

Generazione Greta. «Che noia» la coerenza